Il Progetto “EVO – Le Vie dell’Olio Basilicata” nasce in un momento cruciale per il comparto agricolo e turistico italiano, in risposta all’introduzione e alla definizione normativa del concetto di oleoturismo. Fino a poco tempo fa, l’esperienza dell’olio d’oliva era marginalmente considerata nel contesto del turismo rurale. Tuttavia, la Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Art. 1), ha inquadrato l’oleoturismo come l’insieme delle attività di “conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione… la degustazione e la commercializzazione… anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo”.
Questa disposizione legislativa ha avuto un impatto rivoluzionario, poiché ha equiparato l’oleoturismo all’enoturismo, conferendogli lo stesso status di attività connessa di turismo rurale. Tale equiparazione non è solo un atto burocratico, ma un riconoscimento del valore culturale, paesaggistico ed economico della filiera olivicola, aprendo innumerevoli opportunità di crescita e

diversificazione per i territori a forte vocazione olivicola, come la Basilicata.

Il Decreto MIPAAF del 26 gennaio 2022, con l’emanazione delle “Linee guida e gli indirizzi”, ha fornito il quadro operativo necessario affinché le aziende olivicole e agrituristiche potessero integrare l’oleoturismo nella loro offerta. La Basilicata, forte di una tradizione olivicola millenaria e di un paesaggio modellato dagli ulivi, è pronta a cogliere questa opportunità. In questo scenario, il Progetto EVO si pone l’obiettivo ambizioso e concreto di organizzare, strutturare e promuovere l’offerta oleoturistica lucana, trasformando il potenziale storico in un prodotto turistico completo e competitivo. L’idea centrale è definire e mettere a sistema gli itinerari, creando un’esperienza immersiva per il turista rurale.

Il successo dell’oleoturismo risiede nella capacità di offrire itinerari completi e coerenti. Il Progetto EVO Basilicata non si limita alla semplice mappatura dei frantoi, ma punta alla cooperazione intersettoriale tra tutti i soggetti coinvolti nella filiera turistica e olearia. Questa cooperazione è essenziale per superare la frammentazione dell’offerta e per garantire al turista una fruizione olistica del territorio.

Elemento centrale del progetto è l’individuazione e la definizione di cinque areali lucani omogenei, ciascuno dei quali si traduce in una “Via dell’Olio” percorribile. L’omogeneità è stata determinata da criteri che intrecciano:

  • Caratteristiche storico-culturali: Legame con miti, poeti o insediamenti antichi.
  • Morfologia del territorio: Paesaggi specifici e omogeneità ambientale.
  • Vocazione olivicola: Dominanza di specifiche cultivar o tradizioni produttive.

Questi itinerari non sono statici, ma saranno costruiti con un’attenzione meticolosa ai dettagli, basata su un’intensa attività di ricerca e raccolta informazioni dedicata.

Indicazioni Generali: Mappatura precisa del percorso, stima della durata, richiami al contesto storico, ambientale e paesaggistico.

Punti di Interesse (POI): Segnalazione georeferenziata e descrizione di elementi cruciali, quali oliveti secolari, frantoi di rilievo (storici e moderni), siti archeologici connessi, musei dell’olio, aree naturalistiche e luoghi di interesse storico-olivicolo (es. antichi trappeti).

Esperienze: Indicazioni su cosa fare (laboratori didattici, esperienze di raccolta simulata, corsi di assaggio, iniziative ricreative).

Punti di Sosta e Accoglienza: Elenco degli agriturismi e delle strutture ricettive partner, essenziali per garantire il pernotto e la somministrazione di alimenti in abbinamento all’olio locale, in linea con la definizione normativa.

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progetto le vie dell’olio

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